MHC-C — GLI STRUMENTI PER PENSARE IN MODO STRUTTURATO ACCANTO A CLAUDE

Otto strumenti, in licenza libera, per fissare il ragionamento mentre lavori con l’intelligenza artificiale. Gli artefatti restano sul tuo disco, in chiaro. La prima volta che apri un nuovo progetto, MHC-C ti fa tre brevi domande sul tuo lavoro reale: la metodologia si forma con te, non prima di te. Si integra con il sistema completo MHC-H quando ti serve memoria che attraversa le sessioni.

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Cosa è MHC-C

MHC-C è una raccolta di strumenti per chi lavora con Claude e non vuole perdere il filo del proprio pensiero. Ogni strumento si attiva con un comando rapido nella chat — /mhc-trace, /mhc-note, e così via — e produce un documento sul tuo disco, leggibile in chiaro come un qualsiasi documento di testo.

Quello che resta tra te e l’intelligenza artificiale è già lì: la sessione Claude. Non aggiungiamo un nostro servizio remoto, non chiediamo una password, non gestiamo un server da cui dipendi. Il codice è pubblico, con licenza AGPL: puoi ispezionarlo e, se vuoi, installarlo per conto tuo. La sessione Claude resta sui server di Anthropic, come prima: quella la gestisci tu.

MHC-C resta piccolo per scelta. Quando il tuo lavoro mostra motivi ricorrenti — un tipo di revisione che torna, una guida che vuoi avere per i prossimi casi simili — basta chiederlo e l’assistente ti scrive una nuova skill di cattura sul tuo dominio. Le skill non si decidono prima: emergono dal lavoro che hai fatto.

COSA FA — GLI OTTO STRUMENTI

/mhc-note

Mentre lavori a una causa ti viene in mente un riferimento utile, un articolo da rileggere, un’osservazione che vorrai ritrovare. Scrivi /mhc-note e Claude la mette via per te come un documento autonomo — con autore, data e origine — dentro la cartella del progetto. Niente appunti dispersi nella chat.

/mhc-trace

Hai passato mezz’ora a esplorare un problema con Claude e ne è uscito qualcosa che vale: un’idea, una formulazione che funziona, un nesso che prima non vedevi. Prima che la conversazione si chiuda e svanisca, /mhc-trace ferma il pensiero in un documento: cosa hai capito, le formulazioni da tenere, le domande ancora aperte. La forma del documento la decidi tu una volta — per la causa civile sarà diversa che per il parere o per la due diligence — poi resta.

/mhc-modlog

Stai rivedendo una bozza e cambi qualcosa di significativo: un argomento, una formulazione, una struttura. /mhc-modlog ti chiede di mettere a verbale cosa hai cambiato, perché, su quali documenti, citando quali fonti. Una bozza non muta più in silenzio: alla rilettura, anche a mesi di distanza, sai cosa è cambiato e perché.

/mhc-pdl

Prima di chiedere a Claude di generare qualcosa di importante — un atto, una clausola, una memoria — /mhc-pdl ti fa scrivere prima cosa vuoi ottenere e a quali vincoli. La specifica precede la generazione. Il vantaggio è doppio: spesso, quando scrivi cosa vuoi, ti accorgi di non saperlo ancora; e in ogni caso resta una traccia del perché la richiesta era fatta così.

/mhc-output

Quando hai finito un elaborato — un parere, una memoria, una nota interna — /mhc-output lo salva con un’intestazione strutturata e con i collegamenti a monte: la traccia, le note, le bozze da cui è nato. Il prodotto finale porta dentro di sé la propria provenienza.

/mhc-onboard

La prima volta che apri un nuovo dossier in Claude, /mhc-onboard ti prepara la struttura: le cartelle dove andranno gli artefatti, la configurazione iniziale del progetto. Riconosce da solo se sta partendo da zero, se trova un dossier già impostato o se sta entrando in materiale preesistente. Se vuoi, ti propone una conversazione breve — una decina di minuti, tre domande sul tuo lavoro — che personalizza la metodologia su come lavori tu, ti suggerisce una o due skill di pattern su misura (vedi l’esempio sotto) e attiva la skill di collocazione (/mhc-place, opzionale). Puoi farla subito o dopo: quando vuoi, basta chiedere “personalizza la metodologia”.

/mhc-status

All’inizio di una sessione succede spesso di chiedere a Claude “a che punto eravamo rimasti?”. /mhc-status risponde leggendo i documenti locali del tuo dossier e mostrandoti dove eri, quali decisioni hai preso di recente, quali domande restano aperte. Se la configurazione del progetto si scosta dalle convenzioni, te lo segnala e ti propone di riallinearla.

/mhc-place (opzionale — si attiva dall’onboarding)

Quando stai per salvare qualcosa che non è una nota rapida, una traccia o un log di revisione — un appunto operativo, una procedura di accesso, un riferimento incrociato, una decisione tecnica minore — /mhc-place ti aiuta a metterlo nel posto giusto. Si pone la domanda inversa: “dove cercherei io questo nelle prossime sessioni?”. Propone il percorso più visibile che lo conterrebbe naturalmente, registra la scelta in un log consultabile, e — se serve — propone un richiamo sul file di stato del progetto. È disattivata di default: si attiva nell’onboarding, se decidi che ti torna.

ESEMPIO: UNA SKILL DI PATTERN

Le skill di pattern sono l’esempio più concreto di cosa l’onboarding può creare con te. Non sono nel pacchetto di partenza: nascono dal tuo lavoro, quando i tuoi appunti hanno accumulato abbastanza da mostrare uno schema.

L’avvocato che ritrova gli stessi nodi caso dopo caso può farsi scrivere una skill che, dai suoi log di revisione, distilla quegli schemi ricorrenti in linee guida pronte per i casi successivi. Il ricercatore che rivede i paper sempre sugli stessi punti può averne una che trasforma quei rilievi in una checklist per il prossimo lavoro.

Durante l’onboarding, MHC-C guarda il tuo dominio e te ne propone una o due come punto di partenza. Le scrivi quando il momento è maturo — basta chiederlo.

Per chi è

L’avvocato italiano che lavora con Claude su ricerca giuridica, redazione di atti, due diligence, e vuole un modo ordinato di trattenere il proprio ragionamento — verificabile a freddo, anche a mesi di distanza.

Il professionista che non è avvocato ma lavora nello stesso modo — consulenza, ricerca, scrittura strategica — e vuole adottare il quadro del Controllo Umano Significativo come dottrina, e gli strumenti pratici sotto.

Lo studio o l’organizzazione che cerca un presidio leggero sui flussi di lavoro con l’intelligenza artificiale: il codice è ispezionabile (la licenza AGPL lo richiede), la metodologia è documentata nel Decalogo, gli artefatti portano la propria provenienza.

MHC-C non è una piattaforma commerciale autonoma. È infrastruttura libera, pensata per chi sa cosa cerca.

Come si installa

Incolla questo URL

Consigliato per Cowork e Claude Code Desktop.

Cinque click in Claude Cowork (nessun comando terminale).

1

Apri Claude Desktop, vai sulla tab Cowork nella sidebar sinistra.

2

Sempre nella sidebar di Cowork, clicca Customize → Plugin → “+” in alto a destra.

3

Nel menu che si apre clicca “Crea plugin” — sì, “Crea plugin”, anche se non stai creando nulla: è la voce dell’interfaccia per “aggiungere un marketplace esistente”.

4

Nel dialog “Aggiungi marketplace” incolla l’URL qui sopra. Premi “Add”.

5

Nella lista che compare, accanto a mhc-c, clicca “Add plugin”.

Fatto. Le skill compaiono nella conversazione e sono pronte all’uso. Apri il progetto su cui vuoi lavorare e scrivi /mhc-onboard nella chat: imposta la struttura iniziale. Da quel momento gli otto comandi sono disponibili.

Il codice è pubblico su GitHub: github.com/MicheleLoi/MHC-C

Vuoi sapere di più sulla metodologia che governa questo strumento?

Leggi i dieci principi →

DECALOGO — LA DOTTRINA

MHC-C eredita il Decalogo del quadro MHC: tre fondamenta e sette regole operative.

Le tre fondamenta. Apollo (esplicita le assunzioni); Themis (riconosci l’autorità prima di agire); Fides (cita le fonti, niente affermazioni senza riferimento verificabile).

Le sette regole operative. Gabriele (annuncia le azioni rilevanti prima di compierle); Salomone (offri scelte distinte); Thot (scripta manent); Esdra (verifica ogni elaborato); Dioscuri (forze umane e intelligenza artificiale sono complementari); Ockham (non moltiplicare senza necessità); Minerva (audi alteram partem prima di eseguire).

Non sono parole d’ordine pubblicitarie: è l’identità del prodotto.

QUANDO TI SERVE MEMORIA CHE ATTRAVERSA LE SESSIONI

MHC-C è strumento iniziale: ti aiuta a fissare il pensiero in forma strutturata, ma la memoria dipende dalla tua disciplina. Se non scrivi una decisione, quella decisione sparisce; se chiudi la conversazione, ciò che è rimasto nella chat è perduto, a meno che tu non l’abbia salvato in un documento.

Il livello successivo è MHC-H: un sistema completo, con un custode cieco che conserva il materiale cifrato, decisioni firmate crittograficamente in catena, un registro delle questioni aperte che attraversa le sessioni, un rilevatore di scostamenti rispetto alle fonti. Si sblocca con la chiave del bundle MHC-L (iscrizione gratuita, Fase 1, solo su invito). È disponibile come servizio ospitato oppure, in licenza libera, installato in proprio.

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Sotto il brand RegIA

MHC-C è una delle quattro componenti del bundle MHC-L. Le altre tre: Recode IT, che sostituisce i dati personali del cliente con codici prima che il testo arrivi all’intelligenza artificiale; BeccarIA, gli strumenti per l’avvocato italiano nell’ecosistema legale aperto; MHC-H, il sistema completo di memoria e presidio citato sopra. Ciascuno funziona da solo, tutti si combinano.

RegIA è consulenza basata su strumenti propri: gli strumenti del bundle MHC-L sono messi a disposizione della professione, in licenza libera. La consulenza è dove il valore atterra — sviluppo su misura, formazione, verifiche, integrazione con le infrastrutture del cliente.

Contatto: mhcl@micheleloi.pro

MHC-C è open source con licenza AGPL-3.0. Il codice è disponibile su github.com/MicheleLoi/MHC-C.

RegIA — micheleloi.pro